Il turismo del vino per comunicare il territorio

Categoria: Rassegna Stampa

L’enoturismo promuove le aziende che fanno impresa nel rispetto delle tradizioni, della salvaguardia dell’ambiente e dell’agricoltura di qualità, innescando un circolo virtuoso che fa bene al territorio, alle sue produzioni vitivinicole e al turismo. Il caso del Friuli Venezia Giulia nell’incontro organizzato da Ferpi Triveneto.

Federica Zar – FERPi

L’enoturismo è un settore che a livello nazionale conta 13 milioni di arrivi in cantina e un fatturato di 2,5 miliardi di euro l’anno, secondo i dati del Movimento Turismo del Vino. Si tratta dunque di un comparto trasversale a due settori cruciali per l’economia italiana, quali sono quello vitivinicolo e quello del turismo. La delegazione Ferpi Triveneto si è quindi posta l’obiettivo di far incontrare e dialogare importanti referenti di questi settori nella regione Friuli Venezia Giulia con l’evento “Turismo del vino: comunicare il territorio attraverso i suoi prodotti enogastronomici” che avrà luogo venerdì 11 novembre alle ore 18.00 presso l’Azienda Agricola Giorgio Colutta Bandut a Manzano (Udine). Organizzato nell’ambito della rassegna “Faccio cose, vedo gente”, il prossimo workshop di InspiringPR vedrà intervenire Giorgio Colutta, imprenditore vitivinicolo titolare dell’omonima azienda agricola, Cristiano Shaurli, assessore regionale all’agricoltura, Bruno Bertero, direttore marketing dell’agenzia regionale per il turismo PromoTurismoFVG, ed Elda Felluga, presidente Movimento Turismo del Vino del Friuli Venezia Giulia e produttrice dell’azienda agricola di famiglia fondata dal padre, il “patriarca” della vitienologia friulana Livio Felluga.

Nella sua veste di moderatrice dell’incontro, Nadia Pasqual membro del Consiglio Direttivo Ferpi Triveneto esperta di comunicazione turistica, avrà il compito di far dialogare i relatori sulle strategie, i progetti, le opportunità e le criticità dei rispettivi settori, nel loro ruolo di attori protagonisti dello sviluppo dell’enoturismo regionale. Se da una parte, il comparto agricolo e le produzioni enogastronomiche tipiche non possono prescindere da misure che favoriscono e incentivano l’agricoltura di qualità, e in particolare la viticoltura che punta sui vitigni autoctoni e il rispetto dell’ambiente, è pur vero che una destinazione turistica come il Friuli Venezia Giulia ha tutto da guadagnare nel promuovere il suo territorio attraverso prodotti vitivinicoli  che negli anni hanno ottenuto prestigiosi riconoscimenti internazionali.

Da parte loro, le più importanti e dinamiche aziende vitivinicole della regione, come del resto d’Italia, hanno da tempo compreso che il territorio, l’ambiente naturale e il paesaggio sono elementi di grande richiamo sui quali fare leva per promuovere il loro prodotti e attirare turisti in cantina. La qualità dell’accoglienza enoturistica è tra l’altro uno dei requisiti fondamentali per le oltre 1.000 cantine che fanno parte del Movimento Turismo del Vino italiano, l’associazione no profit fondata nel 1993 che promuove la cultura del vino attraverso le visite nei luoghi di produzione e sostiene l’incremento dei flussi turistici, dell’immagine e delle prospettive economiche dei territori a forte vocazione vitivinicola. In questa prospettiva, l’enoturismo diventa quindi un incentivo per le aziende che fanno impresa nel rispetto delle tradizioni, della salvaguardia dell’ambiente e dell’agricoltura di qualità, innescando un circolo virtuoso che fa bene al territorio, alle sue produzioni vitivinicole e al turismo di una regione come il Friuli Venezia Giulia che dal 1 gennaio al 30 settembre 2016 ha registrato un incremento di 411.747 presenze rispetto allo stesso periodo 2015 (pari a un +5,7 per cento).